Non solo Ghino di Tacco...

Stampa storica

Il paese sorge molto probabilmente sulle fondamenta di un villaggio etrusco-romano di Viclanus, il borgo come lo vediamo oggi è di chiara origine medievale, una fortificazione antica a controllo e difesa della Via Francigena, ricordato già nel 973 con le sue fortificazioni (cum suo castro). Il toponimo sembra derivare da “Rackis hofen” = “territorio, casa, luogo.. di Rackis”, un re longobardo al quale la leggenda attribuisce un episodio sulla fondazione dell’Abbazia di S. Salvatore sul monte Amiata. In un’antica stele si ricordava la fondazione all’ultimo re longobardo Desiderio. I monaci di San Salvatore lo possedettero sino al 1153 quando lo comprò il Papa Eugenio III, interessato al controllo della Francigena per fermare l’avanzata dell’Imperatore Federico Barbarossa. Il papa Adriano IV dal 1154 costruì un imponente fortificazione arrivata ai nostri giorni. Nel XIII secolo il Borgo divenne molto importante anche per le gesta del brigante-gentiluomo Ghino di Tacco.

Antica stampa del territorio

All’inizio del 1400 venne preso in affitto dalla repubblica di Siena, che ampliò la Fortezza e spostò la Francigena ai piedi del borgo (prima ne era l’asse viario principale), dotandola di servizi e costruendo un fortino e la dogana per il controllo dei traffici. Nel 1555 subì l’assedio delle truppe imperiali e medicee che però non lo espugnarono. Nel 1559 entrò per trattato nel territorio mediceo. I medici investirono molto costruendo un grande cinta muraria, trasformando le mura della Fortezza medievale in bastioni e costruendo poi la enorme “Osteria” che funzionò per secoli come stazione di posta e grande albergo. Nel 1859 entrò per plebiscito nel Regno d’Italia. Sede di Vicariato regio fu centro fiorente sino alla costruzione dell’autostrada del Sole che lo escluse dai grandi traffici…ma oggi possiamo dire anche, che l’ho preservò anche dalla speculazione edilizia, mantenendo il suo carattere fiero  di : Vedetta della Val d’Orcia.